NewsNkunku al Milan: ottime qualità, ma caratteristiche diverse da Vlahovic
Antonio ScadutoChristopher Nkunku dovrebbe (e il condizionale è d’obbligo visti gli ultimi eventi) diventare il nuovo attaccante del Milan. Un colpo che ha sorpreso molti, non tanto per il valore assoluto del giocatore – che nessuno mette in discussione – quanto per la sua distanza filosofica e tattica da quell’identikit che Massimiliano Allegri nei primi giorni a Milanello aveva fatto recapitare alla dirigenza: voleva un centravanti vero, di peso. Voleva Dusan Vlahović. Nkunku non è il classico numero 9. Non è nemmeno un “falso nueve”, almeno non nella definizione statica che il calcio ha provato ad assegnare negli anni a chi, come lui, preferisce muoversi alle spalle della punta o scivolare lateralmente piuttosto che ingaggiare duelli aerei in area. Nkunku è, prima di tutto, movimento. È imprevedibilità. È un giocatore che può giocare ovunque nel fronte offensivo: da seconda punta, da trequartista, da esterno, persino da mezzala offensiva se serve. Con lui in campo, il gioco diventa più fluido, più istintivo. Ha la capacità di saltare l’uomo, di cucire il gioco, di inventare una verticalizzazione improvvisa. Non ha bisogno di “essere servito”: partecipa, costruisce, rifinisce. In fase realizzativa è esploso nel biennio 2021-2023 al Lipsia, dove ha chiuso stagioni da attaccante totale, segnando e assistendo con la stessa naturalezza. Ecco il punto. Nkunku è l’esatto opposto di Vlahović, il centravanti chiesto espressamente da Allegri per il suo nuovo Milan. Il tecnico livornese aveva in mente un attacco più verticale, diretto, dove il numero 9 fungeva da perno fisico: ricezione spalle alla porta, protezione del pallone, sponde, profondità, finalizzazione. L’archetipo di questo attaccante era proprio Vlahović: imponente, dominante in area, strutturato per reggere i duelli con i difensori centrali più arcigni della Serie A. Nkunku invece scivola via, non si prende mai addosso il marcatore. Non cerca il contrasto, lo elude. È un giocatore da spazi, da combinazioni veloci, da squadre che dominano il possesso. Ha meno presenza fisica, ma più fantasia. Meno potenza, ma più varietà. È il talento che si esprime in movimento, non il bomber che impone la sua presenza. C’è da dire che è l’ennesima scommessa (sperando sia azzeccata). Nkunku ha avuto problemi fisici al Chelsea, non gioca con continuità da tempo e ha bisogno di ritrovare ritmo e fiducia. Ma se il Milan riuscirà a riportarlo ai livelli visti in Bundesliga, avrà tra le mani uno degli attaccanti più promettenti d’Europa. Ma siamo sempre lì: il tuo allenatore aveva chiesto altro…
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