CalciomercatoOsimhen e la tentazione araba: tanti soldi, ma nessuna apertura. Su Gyökeres…
Antonio ScadutoVictor Osimhen è l’oggetto del desiderio di mezza Europa, questo si sa. Nella serata di ieri, le voci di un possibile trasferimento in Arabia si sono fatte insistenti. Ma andiamoci piano. Non è una novità che i club sauditi abbiano messo gli occhi su Osimhen. È una corte che dura da mesi, fatta di promesse, cifre a sei zeri (a volte anche sette) e telefonate insistenti. Eppure, finora, manca l’elemento decisivo: il sì del giocatore. Sì, perché tra alternative e priorità c’è un confine sottile. E l’Arabia – almeno fino a oggi – per Osimhen resta sullo sfondo, una possibilità remota, non la destinazione sognata. Però nel calcio, si sa, i fondali possono diventare palcoscenici da un giorno all’altro. Basta un colpo di scena, una trattativa che salta, una clausola che si complica. E allora, ciò che sembrava un piano B diventa improvvisamente la rotta principale. Osimhen ha ancora la testa in Europa. Ha solo 26 anni – non 30, non 32 – e la sensazione è che voglia ancora dire la sua nel calcio che conta davvero, quello delle Champions, delle notti europee, dei gol che ti portano sulla copertina di France Football, non solo su quella di Arab News. L’esperienza al Galatasaray gli ha lasciato buone sensazioni. Ha assaggiato l’atmosfera di un grande club, ha respirato ambizione. Ma sa che c’è di più, e quel “di più” si chiama Premier League, Serie A, forse Bundesliga. Ma con la voglia di restare protagonista. Ribadiamo la sua volontà, almeno fino ad ora: andare alla Juventus. Poi tutto può cambiare.
Capitolo Gyökeres: in molti si chiedono se possa essere lui il piano B della Juve. La verità? La Juve ha puntato forte su Osimhen, prima di tutti. Quando costruisci un’operazione di quel calibro, cambiare direzione non è semplice. E poi Gyökeres ha già mezza Premier alle calcagna, pronto a fare offerte importanti. Senza contare un piccolo dettaglio: l’ingaggio. Osimhen guadagna ben più del collega svedese, e la sua leadership in campo – anche solo per curriculum e pedigree – non è facilmente replicabile. Per dirla in breve: se vuoi un attaccante che ti faccia fare il salto in Serie A, non ti basta uno bravo. Ti serve uno che sposti gli equilibri. E Osimhen, al netto dei dubbi, lo fa. Ma fino a quando non ci sarà una firma, un biglietto aereo, un comunicato ufficiale, l’Arabia resta lì: un miraggio nel deserto. Fascinosa, ricchissima, ma ancora lontana. Almeno per ora.
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