NewsOsimhen: “Potevo andare alla Juve. Con De Laurentiis avevo un patto, ma non l’ha rispettato. Sono stato trattato come un cane e nessuno si è mai scusato”
Antonio ScadutoVictor Osimhen ha svuotato il sacco, raccontando alle pagine de La Gazzetta dello Sport i perchè del suo addio al Napoli chiamando in causa il presidente De Laurentiis e sottolineando come abbia pesato quel famoso video TikTok sulla sua decisione.
Queste le sue parole: “Ho trovato un club e una città che amo, forse è stato un colpo di fortuna. Appena arrivi a Istanbul capisci come mai chiunque abbia giocato qui si sia innamorato della squadra e della gente. Non avevo mai provato nulla di simile. Stiamo cercando di crescere a livello internazionale, puntiamo a fare bene in Champions League: in Turchia siamo una realtà affermata, ma ora vogliamo lasciare il segno in Europa. Sarà stimolante sfidare un top club come la Juventus, sappiamo che ogni errore può costare carissimo. Si diceva che litigassimo, però non era vero: stimo tanto Spalletti, pretendeva tanto ma ti dava tantissimo e ci ha convinti che potevamo vincere lo scudetto. Non amo fare paragoni, ma so di essere tra i migliori centravanti in circolazione: se non sono il numero uno, sono il numero due o al limite il numero tre. Giuntoli mi chiamò per portarmi alla Juve: quando ti chiama un club del genere devi sederti e ascoltare. Dopo il video su TikTok qualcosa si è rotto definitivamente: sono stato vittima di insulti razzisti e ho deciso di andare via. Avevamo un gentlemen agreement per la cessione, ma non è stato rispettato del tutto: mi trattavano come un cane, non sono un burattino. Conte mi voleva, mi ha detto che era a conoscenza della situazione ma che voleva che restassi; però ormai avevo fatto la mia scelta. Nessuno si è mai scusato pubblicamente per quello che è successo. Mi spiace per i tifosi, li capisco e li ammiro: per loro il Napoli viene prima di tutto.”
Foto: sito Galatasaray
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