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NewsParatici: “Crisi del calcio italiano? Le strutture non c’entrano. Il Portogallo ha 10 milioni di abitanti e ci asfalta”

martedì 16 giugno 2026 alle ore 22:33di Antonio Scaduto2 min di lettura

Paratici: “Crisi del calcio italiano? Le strutture non c’entrano. Il Portogallo ha 10 milioni di abitanti e ci asfalta”Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutomartedì 16 giugno 2026 alle ore 22:33 · NewsAltre notizie

Fabio Paratici ha parlato a margine di un evento: “Non abbiamo trovato abbastanza soluzioni. Poi per quanto riguarda la formazione, io ho avuto la fortuna di lavorare in grandi club e ho studiato molto perché mi diverte e credo che il problema sia innanzitutto formare meglio gli educatori, poi gli allenatori del settore giovanile. La metodologia d’allenamento fa la differenza, i nostri bambini sono identici ai bambini portoghesi o spagnoli. Non ci vuole uno scienziato a capire che non c’è un problema di strutture perché rispetto al 2006 formiamo molti meno giocatori ma abbiamo strutture migliori, eppure il Portogallo con 10 milioni di abitanti sfornano un’enorme quantità di giocatori che giocano nei top 5 campionati europei. Noi abbiamo 3-4 giocatori in Premier League, ma abbiamo giocatori forti e credo che il problema non sia la mancanza di giocatori. Noi prendiamo vantaggi a livello giovanile con la tattica e non con la qualità dei giocatori, saremo sempre avanti a livello di settore giovanile per questo. A livello qualitativo però non formiamo tanti giocatori perché li formiamo in maniera non corretta. Quando nasce un bambino ha nel DNA la possibilità di diventare un calciatore, poi c’è tutta la formazione. Secondo me non c’è uno studio enorme dietro. Il problema della post formazione che è ciò che ha sottolineato anche mister Ranieri lo abbiamo da 20-25 anni perché in Spagna, Olanda e Inghilterra le seconde squadre sono state introdotte 25 anni fa, noi lo abbiamo fatto con quattro squadre negli ultimi cinque anni. Il problema è la non volontà ed è colpa della classe dirigente che non ha avuto visione e non ha lavorato in questo senso, sfidando certe tematiche tecniche. A me fa divertire quando l’Italia sbaglia un rigore e un’ora dopo il problema sono il presidente federale e l’allenatore. Spalletti è un grandissimo allenatore, Mancini ha dimostrato tutto quello che ha dimostrato e Gattuso ha vinto N partite. Abbiamo cambiato tre allenatori, il problema è molto più profondo. Le vittorie nel settore giovanile portano lustro, ma voglio andare nel profondo. Abbiamo giocato nel ‘90 una semifinale persa ai rigori, nel ‘94 una finale persa ai rigori, nel ‘98 un quarto di finale perso ai rigori, nel 2002 c’era forse la nazionale più forte di sempre nella rosa e nel 2006 abbiamo vinto il Mondiale, eppure non abbiamo mai vinto un titolo giovanile. L’analisi deve essere molto più profonda, è facile dire cambiamo il presidente e vinciamo il Mondiale. È un sistema molto più profondo”.
foto sito fiorentina

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