NewsPirlo: “L’assist a Grosso con la Germania l’emozione più bella. Oggi l’Italia non va al Mondiale perché manca la tecnica”
Antonio ScadutoNon solo ricordi legati al trionfo di Berlino. Nella sua lunga intervista, Andrea Pirlo ha analizzato anche il Mondiale 2026 appena iniziato, tra nazioni pronte a stupire, il tabù del Brasile di Carlo Ancelotti e i talenti che più lo fanno impazzire in mezzo al campo.
Queste le sue parole: ”Il Mondiale americano lo guarderà tutto? Dipenderà molto dalle partite, dagli orari. Al Mondiale mi incuriosiscono Norvegia e Marocco, per esempio, possono far bene, ma dovranno confrontarsi con avversari di alto livello. Il Brasile? Vero, non è il Brasile di qualche anno fa, e se ne sta pure parlando poco. Non parte in prima fila, però Carlo Ancelotti qualcosa tirerà fuori anche questa volta. Sono anche curioso di vedere l’Inghilterra. Tra i singoli a me piacciono gli spagnoli tipo Pedri, in mezzo al campo mi fa impazzire, sono sempre belli da vedere.” Poi Pirlo fa un’analisi lucida e a tratti severa sul perché l’Italia stia faticando così tanto a livello internazionale negli ultimi anni. L’ex regista azzurro mette a confronto lo spogliatoio unito del 2006 con le storture tattiche e tecnologiche del calcio odierno: ”Un aneddoto del 2006? Stavamo veramente bene, si giocava a ping-pong, a carte… Non c’erano ancora tutta questa tecnologia e i social con cui ti perdi in camera. Avevi voglia di stare con gli altri. Oggi invece perché non andiamo al Mondiale? Pensiamo troppo alla forza fisica, alla corsa, mentre bisogna tornare a stoppare il pallone, passarlo bene, sviluppare la tecnica e, sul campo, guardare in avanti. La tattica prima o poi si impara, ma se non apprendi da piccolo a stoppare e a passare il pallone, diventa tutto più difficile.”
Foto: sito Juventus
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