CalciomercatoPSG, Inter, Juventus e non solo: il gioco delle parti per Donnarumma tra offerte e attese
Antonio ScadutoGigio Donnarumma è senza dubbio il protagonista indiscusso del Paris Saint-Germain, e chi non se ne è ancora accorto, beh, probabilmente vive su Marte – o in un’altra galassia, magari in un universo parallelo dove il calcio si gioca con le regole della fiaba. In Italia, invece, qualcuno lo aveva messo in un angolo come un “due di briscola”, ma non tutti, per fortuna. A fare da sfondo a questa visione c’erano soprattutto i tifosi, che, si sa, spesso vedono il mondo attraverso la lente del tifo. Ma la realtà, quella vera, è un’altra. Quando Donnarumma ha lasciato il Milan, l’addio sembrava un atto di ordinaria amministrazione, una formalità. Eppure, come ci insegnano i più grandi drammaturghi, a volte i colpi di scena sono dietro l’angolo. Quello che doveva essere un saluto quasi insignificante si è trasformato in un trauma. Perché perdere un portiere del 1999, che è cresciuto con te e ha fatto parte della tua storia, non è mai una questione di routine. E nessun avvocato, per quanto brillante, sarebbe riuscito a difendere un simile errore senza rischiare di finire in tribunale con le spalle al muro. Oggi, Donnarumma è diventato un pilastro fondamentale del PSG, al pari di Maignan, con la differenza che entrambi sembrano essere incastrati in un limbo contrattuale che non ha davvero senso. Entrambi i loro contratti scadono nel 2026, eppure, tra mille rinvii, non si capisce perché non si arrivi mai a una conclusione. Gigio, per esempio, ha visto la sua proposta di rinnovo scivolare sotto la soglia dei 10 milioni, partendo da un’offerta tra i 5 e i 6 milioni, più bonus. Un po’ misera, considerando il suo impatto fondamentale nelle sorti della squadra: senza di lui, il PSG probabilmente non sarebbe mai arrivato in semifinale. Il suo è stato un apporto decisivo, e il club parigino sembra non averlo ancora capito del tutto. Un peccato. C’è una certa disconnessione tra il valore reale di Gigio e le offerte sul tavolo. Nonostante Donnarumma abbia sempre dichiarato di voler dare priorità al PSG, non si può pensare che resti lì a tempo indeterminato. Del resto, il mercato non aspetta, e le sirene degli altri club sono già molto forti. Non solo la Juventus e l’Inter si sono fatte avanti, ma le loro mosse sono state fatte con tempistiche diverse, una più tempestiva, l’altra meno. L’Inter, ad esempio, guarda soprattutto alla scadenza del contratto, che avverrà tra poco più di un anno, e ha messo sul piatto una cifra che si aggira attorno ai 10 milioni stagionali, bonus inclusi. La Juventus, invece, ha mosso i suoi pezzi ancor prima di prendere Di Gregorio, e ha proposto una cifra di 7 milioni, continuando a coltivare un rapporto privilegiato con il PSG. Ma qui, la vera domanda è: qual è la strategia di Parigi? Perché continuare a tenere in bilico la situazione non sembra esattamente una mossa brillante. Ma non finisce qui: il futuro di Donnarumma potrebbe anche portarlo in Premier League, precisamente al Manchester City, dove Pep Guardiola ha sempre avuto grande stima del portiere. In quel caso, non sarebbe difficile trovare un accordo, sia con il PSG che con Gigio, ma il tutto dipende dal destino di Ederson, che è corteggiato da club arabi. Non dimentichiamo che anche il Bayern Monaco ha sondato il terreno, considerando Donnarumma come una possibile chiave per un futuro più solido tra i pali. Ma la domanda sorge spontanea: che cosa deve fare un portiere di questa qualità per ottenere la “blindatura” che merita? E se Maignan è nella stessa situazione, in attesa di una svolta che dovrebbe essere ormai scontata, allora è evidente che qualcuno deve urgentemente rivedere le proprie priorità. Pensare di sostituire un portiere come Mike con uno ancora più bravo suona come una decisione presa senza aver ben capito come funziona il calcio. Perché, a volte, il meglio che hai è già perfetto così com’è.
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