NewsRabiot: “De Siervo? Ognuno ha la sua idea, il mio punto di vista non cambia: per me è una follia. L’addio all’OM? Sono passato per una persona violenta, scelte incomprensibili”
Antonio ScadutoIl centrocampista del Milan e della nazionale francese, Adrien Rabiot, ha parlato in un’intervista rilasciata a Téléfoot.
Queste le sue parole: “Il gol contro l’Azerbaigian? Sono contento di aver contribuito alla vittoria, ma è un lavoro di squadra. Ho segnato su un assist perfetto di Kylian, e questo ci ha dato fiducia per la seconda metà. Nei Bleus, il mio ruolo è quello di equilibrio: difendo, recupero palloni e mi inserisco quando serve. Deschamps sa che può contare su di me in mezzo al campo, e io do sempre il massimo per la nazionale”.
Sull’adattamento al Milan: “Molto bene. Il gruppo mi ha accolto a braccia aperte: conosco Mike Maignan e Youssouf Fofana da tempo, e anche Christopher Nkunkuè un ottimo giocatore, efficiente davanti alla porta, solido tecnicamente, capace di sfondare e tornare a segnare. Allegri lo sa, ho già lavorato con lui alla Juventus, e ci sono tante cose che mi facevano pensare che fosse la scelta giusta. Mi sento a mio agio, sto trovando il ritmo, e l’Italia mi piace: è un calcio competitivo che mi si addice”.
Sui fischi del pubblico al Parc des Princes: “Fa parte del gioco, lo so, soprattutto da ex PSG. Ma sono un giocatore della nazionale francese, rappresento i Bleus, e questo viene prima di tutto. Didier ha ragione a dire che è inaccettabile, ma io sono solido, mi concentro sul campo. Ho ribaltato la situazione con quell’intervento decisivo alla fine [contro l’Islanda a settembre], e va bene così. Non mi lascio influenzare: sono un adulto, e so gestire.”
Sulla polemica con De Siervo: “Lo rispetto, ma ho espresso la mia opinione sulle partite all’estero in Serie A: è completamente folle e davvero assurdo. Guadagniamo milioni per giocare a calcio, ma dobbiamo anche pensare al benessere dei tifosi e alla tradizione del campionato. Ho ragione a dirlo, ma dimentico che siamo pagati per questo: è il mio punto di vista, e lo difendo.”
Sull’addio all’OM: “Non sono una persona violenta. Sono triste perché non avrebbe dovuto finire così. C’è dell’incomprensione, e una forma di tradimento. La decisione è incomprensibile per tutti: ho avuto un anno idilliaco, ho contribuito a riportare il club in Champions League – non solo io, certo – ma alla fine, come per tutti, incomprensione e amarezza. Quello che mi ha infastidito è che non si sia detta la verità su di me: non ho mai avuto problemi di violenza, tutti possono testimoniarlo. Non voglio che si dia una cattiva immagine di me, un’immagine errata. È la vita del calcio e della vita in generale, non si controlla sempre tutto. Con Rowe, ci siamo dati appuntamento per la prossima sfida… in Serie A, lui è andato al Bologna, nostro avversario. Ho pagato il prezzo forte per quella rissa, ma vado avanti: ero frustrato e triste per la piega degli eventi all’OM, ma ora sono sereno e realizzato a Milan.”
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