NewsRanieri, Gasperini, Pioli: il rispetto perso tra le righe
Antonio ScadutoÈ ufficiale: siamo entrati nelle Settimane della Narrazione. Periodo dell’anno in cui la realtà cede il passo alla fantasia, e le notizie si trasformano in fiction più che in informazione. Altro che Netflix. Chi ha spedito Gian Piero Gasperini a Trigoria con la stessa convinzione con cui si pronostica l’arrivo dell’estate dopo la primavera… forse avrebbe fatto meglio a fidarsi di Claudio Ranieri, che aveva già chiuso la porta (e pure le finestre) a quella ipotesi. Ma niente, la narrazione ha fame, e non si ferma nemmeno davanti all’evidenza. E poi c’è la versione deluxe: quella in cui Sarri viene messo alla gogna non per il gioco o i risultati, ma per il taglio delle giacche e la marca delle sigarette. Narrazione che — con sprezzo del ridicolo — dava Paratici già con la sciarpa del Milan e Mancini in tuta da Juventus. Al momento, la realtà ha fatto inversione a U. Ma tranquilli, domani potrebbe tornare tutto com’era. O no. Ora, vi confesso una piccola ansia scaramantica: qualcuno ha iniziato a parlare di Stefano Pioli accostato alla Roma. Noi, con discrezione, l’avevamo segnalato sottovoce. Ora che lo urlano i megafoni, mettiamoci avanti col lavoro: un bel cornetto (non quello alla crema, eh, quello portafortuna) e dita incrociate. Per sicurezza. Nel frattempo, Ranieri dovrebbe essere applaudito per almeno 15 ore consecutive. Magari pure con i cori. Ha preso una squadra in panne e le ha ridato un’anima. Eppure c’è chi cerca ancora il pelo nell’uovo, o la pagliuzza nell’oceano. Classico italiano: invece di ringraziare, ci si mette a fare il check up morale. E poi c’è il capitolo Atalanta. La narrativa creativa la dipinge in crisi per colpa delle parole di Gasperini sul rinnovo. Peccato che, subito dopo, la Dea abbia rifilato un 4-0 alla Juventus in casa loro. Ma certi dettagli, si sa, non fanno audience. La verità? È solo un calo fisico, roba di campo, roba vera. Il resto è storytelling da bar. Fate pace con la realtà, gente. Sta arrivando la primavera, quella vera. E la vita — spoiler — è bella. Come il sole quando decide di splendere. Basta accorgersene.
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