NewsRomero senza peli sulla lingua: “Il Pallone d’Oro va a chi ha più follower, Messi non ha paragoni”
Antonio ScadutoCristian Romero torna a far discutere con le sue dichiarazioni sul Pallone d’Oro. Il difensore argentino dell’Atlético Madrid ha espresso forti perplessità sui criteri che determinano l’assegnazione del premio individuale più prestigioso del calcio, prendendo le difese di Lionel Messi e criticando il peso che, a suo giudizio, marketing e popolarità avrebbero nella scelta del vincitore. Le dichiarazioni sono arrivate durante un’intervista al canale YouTube Los Edul, registrata prima della cerimonia, ma sono tornate d’attualità dopo il successo di Harry Kane nell’edizione 2026. Romero non ha nascosto il proprio scetticismo: “Oggi il Pallone d’Oro è un po’ tutto marketing, lo daranno a chi ha più follower su Instagram o a chi sa parlare meglio”. Il centrale argentino ha poi ribadito la propria ammirazione per il fuoriclasse connazionale, considerato un riferimento assoluto nella storia del calcio. “Se ti siedi qui e guardi una partita di calcio, quello che fa Leo non ha paragoni. Per questo è il più grande di tutta la storia”, ha affermato, sottolineando come, a suo avviso, il valore di Messi vada ben oltre qualsiasi riconoscimento individuale. Nel suo ragionamento, Romero ha contestato anche l’importanza attribuita ai trofei conquistati con i club e con le nazionali nella corsa al premio. “A volte si pensa che chi vince la Champions League debba vincere il Pallone d’Oro, oppure che debba aggiudicarselo chi conquista il Mondiale. Ma quello che fa e quello che genera lui, io non l’ho visto fare a nessun altro”, ha spiegato. Il difensore non ha comunque risparmiato gli elogi agli altri protagonisti del panorama internazionale, riconoscendone il talento e le qualità. Tra i nomi citati figurano Lamine Yamal, Kylian Mbappé e Harry Kane, definiti tre giocatori di altissimo livello. La distinzione, per il capitano dell’Argentina, resta però netta: “Ovviamente sono tutti calciatori molto forti. Lamine Yamal, Mbappé e Harry Kane sono tre fenomeni, giocatori incredibili. Ma quello che faceva Leo non ha spiegazioni”. Parole che confermano quanto Messi continui a rappresentare un punto di riferimento assoluto per Romero, convinto che il giudizio sui migliori calciatori del mondo non possa prescindere dalla qualità delle prestazioni e dall’impatto sul gioco. La polemica riporta così al centro una questione che accompagna da anni il Pallone d’Oro: quanto devono pesare i successi collettivi e la popolarità rispetto al talento individuale?
Foto: Instagram personale
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