NewsSe Zhegrova non va, forse è ora di prendere una pausa… in montagna
Antonio ScadutoSpesso va così: io costruisco la squadra, scelgo i giocatori, sistemo i pezzi sullo scacchiere. E poi? Poi tocca incrociare le dita e sperare che l’allenatore sappia fare la sua mossa senza mandare in rovina la partita, che valorizzi il materiale che gli ho messo a disposizione, che abbia un piano chiaro e lo segua senza tentennamenti. Immagino che nelle ultime settimane Comolli si sia fatto qualche domanda, più di una, soprattutto una: ho consegnato un mazzo di carte vincente o l’allenatore sta giocando senza capire la mano che ha in mano? Fa quasi ridere – o meglio, fa storcere il naso – vedere certi opinionisti, ex juventini e non, trasformarsi in esperti tattici, a favore quasi unanime di Vlahovic, come se gli altri fossero pedine rotte o scartine da scartare. Ma basta guardare il rendimento recente di David e Openda: due giocatori che hanno dimostrato sul campo di avere qualità e continuità, non sono certo meteore di passaggio. E se davvero qualcuno pensa che Zhegrova non possa offrire nemmeno venti minuti di gioco di qualità, allora questa pausa potrebbe essere l’occasione perfetta per organizzare una gita in montagna, staccare la spina e prendersi una pausa dal mondo del calcio. Il vero nodo, però, resta sempre lo stesso: un anno fa Koopmeiners e Nico Gonzalez erano diventati all’improvviso giocatori inaffidabili. Per Nico, in particolare, si è trovata una via d’uscita rapida, come se fosse diventato un paria. E ora? Per gennaio si pensa di mandare via tre attaccanti o esterni offensivi, giudicati dall’allenatore incapaci di trovare una loro collocazione stabile in campo, in assenza di una visione tattica coerente, fatta di continuità e principi chiari, non di continui esperimenti. Insomma, la situazione è complicata. Chi sostiene che Tudor non è in pericolo dovrebbe guardare con attenzione cosa è successo nelle ultime quattro-cinque partite. Io continuo a credere che la Juventus abbia un organico di grande valore, soprattutto in attacco e a centrocampo, ma l’allenatore deve ancora trovare la quadra. Serve tempo, e soprattutto una strategia chiara. Un consiglio, di cuore, a Igor Tudor: che la smetta di salire sulle montagne russe emotive e inizi a fare scelte decise e definitive. E per favore, senza più frasi tipo “scelgo l’attaccante in base all’avversario”, come se esistesse un catalogo di soluzioni rapide. Serve invece una scelta limpida, coraggiosa e illuminata.
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