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Serie A, il punto: Chivu e l’Inter tra suspense e sofferenza, Juve esausta, Roma tra riscatto e favola

lunedì 22 settembre 2025 alle ore 19:11di Antonio Scaduto2 min di lettura

Serie A, il punto: Chivu e l’Inter tra suspense e sofferenza, Juve esausta, Roma tra riscatto e favolaAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutolunedì 22 settembre 2025 alle ore 19:11 · UncategorizedAltre notizie

Mentre il Napoli aspetta il Pisa per tentare l’allungo in vetta – una vittoria li proietterebbe da soli al comando – il weekend calcistico appena trascorso ha lanciato segnali chiari su cosa potremmo aspettarci nelle prossime settimane. Alcuni club mostrano crepe sempre più evidenti, altri si aggrappano a episodi, tutti navigano a vista in un campionato che – se continua così – sarà più una corsa a eliminazione che una maratona. L’Inter vince. Di misura, con sofferenza, con quel retrogusto amarognolo di chi sa di non aver convinto. Christian Chivu sta plasmando una squadra che vive sul filo del rasoio, dove ogni partita sembra scritta da un regista di thriller: tensione, errori, ribaltamenti, e alla fine un sospiro di sollievo. Ma quanto può reggere un progetto tecnico basato sull’instabilità? Lasciamo perdere gli schemi, per un attimo: qui si trattava di vincere. L’hanno fatto, e per la classifica va bene così. Ma se si continua a navigare tra l’ansia e la fortuna, il conto arriverà – e sarà salato. Servono certezze, non colpi di scena. E finora, l’Inter ne ha offerte poche. Il pareggio 1-1 a Verona sa di occasione persa per la Juventus, ma soprattutto racconta di una squadra esausta, scarica, con le pile completamente a terra dopo due partite folli: il 4-3 all’Inter e il 4-4 con il Borussia Dortmund. Ma la stanchezza non può diventare una giustificazione permanente. Non in un’annata in cui si gioca ogni tre giorni, non se vuoi davvero lottare per lo scudetto. Igor Tudor ha tra le mani una rosa ampia e attrezzata (sicuramente non tra le migliori), ma comunque si può fare un buon lavoro: se manca la benzina già a settembre, forse il problema non è solo fisico. A questo gruppo sembra mancare lucidità, concentrazione, fame. E il VAR può anche aver sbagliato, ma una grande squadra non si nasconde dietro le moviole. Servono risposte, subito. Lorenzo Pellegrini si riprende la Roma, decide il derby della Capitale con un gol pesante come un macigno, liberatorio, definitivo. Gian Piero Gasperini, al suo primo derby sulla panchina giallorossa, centra una vittoria che vale molto più di tre punti. È la vendetta sportiva di chi, negli ultimi mesi, ha avuto solo critiche e fischi. Pellegrini si prende la scena, spalanca le braccia, e si scrolla di dosso settimane di insulti, pressioni e dubbi. Il calcio – quando vuole – sa essere anche giusto. Ma ora viene il difficile: trasformare un momento emotivo in una base solida su cui costruire. Perché Roma è fatta così: ti ama quando vinci, ma ti sbrana al primo passo falso.

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