Edizione di martedì 27 ottobre 2026Aggiornato alle 00:15

martedì 27 ottobre 2026 ore 08:11

Il calcio a 360 gradi

juventusmilaninternapoliromalazioatalantafiorentinatorinobolognagenoacagliariudineselecceveronacomoparmasassuolopisacremonesesampdoriapalermoveneziamonzaempoli
LIVE
News

NewsShevchenko: “Rifiutai la Roma e il Real per il Milan“

martedì 10 febbraio 2026 alle ore 19:17di Antonio Scaduto2 min di lettura

Shevchenko: “Rifiutai la Roma e il Real per il Milan“Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutomartedì 10 febbraio 2026 alle ore 19:17 · NewsAltre notizie

Andriy Shevchenko ha svelato un retroscena legato al suo rapporto con l’Italia e, soprattutto, con il Milan. L’ex fuoriclasse ucraino ha raccontato di aver rifiutato la Roma nel 2008, nonostante la chiamata di Luciano Spalletti. “Nel 2008 ero al 50% dello Sheva di prima. Mi aveva chiamato anche Spalletti per andare alla Roma, un signore. Ma per me tornare in Italia significava solo il Milan”, ha spiegato Shevchenko, ospite di Luca Toni nell’ultimo episodio di Fenomeni, format originale di Prime Sport disponibile sul canale YouTube di PrimeVideoSportIT.

Nel corso dell’intervista, il Pallone d’Oro ucraino ha ripercorso anche altre scelte cruciali della sua carriera, a partire dal doppio rifiuto al Real Madrid nei primi anni Duemila. “Nel 2002 e nel 2003 mi cercarono, ma rassicurai Berlusconi dicendogli che sentivo di non aver ancora fatto niente per il Milan. Per me l’obiettivo era vincere e dare tutto con il Milan”, ha raccontato, ribadendo il legame speciale con il club rossonero. Diverso, invece, il discorso sul trasferimento al Chelsea nel 2006, vissuto come una prova personale e professionale: “Fu una sfida. In quel momento il calcio inglese stava arrivando ai livelli di oggi. Ricordo che guardai Milan-Roma dalla curva con i tifosi, tutto lo stadio cantò per me chiedendomi di restare e io piansi insieme a loro. È stata una decisione difficile, ma volevo provare un’esperienza nuova. I compagni mi sono stati molto vicini in quel momento. L’anno dopo il Milan vinse la Champions, ma non ho rimpianti, so di aver dato loro l’anima”.

Sulla Champions e Buffon: “Lo avevo osservato in tutti i rigori precedenti. Dovevo aspettare che scegliesse un angolo. Ogni passo che ho fatto verso il dischetto continuavo a ripetermi “Non cambiare la decisione, non cambiare la decisione”, perché sapevo già dove calciarlo, ma non come. Arrivato sul dischetto per un po’ non ho sentito il fischio dell’arbitro, per questo come si vede dalle immagini continuavo a girarmi guardando lui e Gigi alternativamente. Dopo, quando sono tornato nello spogliatoio, mi sentivo stanco, ero vuoto. Avevo dato tutto quello che avevo”.

Mostra i commenti

Caricamento…