NewsSpalletti-Comolli: siamo oltre il muro contro muro. E ora Elkann…
Antonio ScadutoAdesso siamo alle battute finali, forse irreversibili. I fili della diplomazia si sono spezzati. In casa Juventus è scoppiato un vero e proprio terremoto interno che vede Luciano Spalletti e l’amministratore delegato Damien Comolli ai ferri corti, protagonisti di un muro contro muro che sta obbligando John Elkann a scendere in campo in prima persona per evitare il collasso definitivo del progetto tecnico. Rapporto inesistente, zero feeling e una spaccatura totale che parte dal mercato e finisce nella gestione quotidiana dello spogliatoio. Due mondi opposti, due lingue diverse che non troveranno mai un punto d’incontro. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è legata alle strategie di mercato. Spalletti ha chiesto con forza l’allontanamento del dirigente francese dopo l’ultimo scontro. Il tecnico non ha mai digerito il mercato firmato da Comolli, giudicando i vari acquisti (da David a Openda) non funzionali al suo scacchiere tattico, ma soprattutto è rimasto infuriato per il mancato arrivo di una punta vera a gennaio, espressamente richiesta e mai arrivata. Da una parte c’è la visione algoritmica, fredda e basata sui dati di Comolli; dall’altra il calcio di campo, di pancia e di gerarchie solide di Spalletti. L’allenatore di Certaldo vuole garanzie assolute: esige un ridimensionamento netto dei poteri tecnici di Comolli, chiedendo di affidare il coordinamento del mercato a Giorgio Chiellini e spingendo per il ritorno a Torino di Matteo Tognozzi (che gode di grandissima stima ma è una situazione tutta da verificare e sviiuppare). Attenzione, perché questa situazione non è nuova. Chi conosce le dinamiche bianconere sa perfettamente che Comolli aveva già vissuto la medesima, identica incompatibilità con Igor Tudor. Anche con il tecnico croato i rapporti erano nati freddi e si erano conclusi in modo disastroso, portando poi all’esonero dell’allenatore nell’autunno scorso. Tudor lamentava lo stesso identico paradosso: zero ascolto sulle richieste di mercato, acquisti imposti dall’alto tramite i dati e continue frizioni sulla valorizzazione dei calciatori. Quando Tudor iniziò a manifestare pubblicamente il proprio malcontento, la frattura divenne insanabile, spingendo la società a virare proprio su Spalletti (complici anche diversi risultati sportivi non all’altezza). John Elkann ora sta avviando una riflessione profonda. Spalletti in questo momento è forte, gode di grandissimo credito, ma non intende fare un solo passo indietro rispetto alle sue richieste. Nei prossimi giorni sono attesi i verdetti definitivi: o salta la linea degli algoritmi del manager francese (con lui, inevitabilmente anche Modesto), o la Juventus dovrà ricostruire tutto da zero, un’altra volta.
Foto: sito Juventus
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