CalciomercatoTra David, Sancho e i “ciapanò”: retroscena, retromarce e silenzi assordanti
Antonio ScadutoNell’estate delle promesse mancate, spuntano “chicche” da manuale: nessuno ha ancora spiegato perché, dopo aver dato per fatta l’operazione Musah al Napoli, appare strano come tutto si sia improvvisamente arenato. Sul centrocampista è calato un silenzio così profondo da sembrare quasi una sparizione da mistero. La vicenda fa un po’ il verso a quella di Felipe Anderson verso la Juventus… o forse no, visto che lì il copione era almeno più chiaro. “I lavori sono in corso”, assicuravano con sicurezza i signori delle trattative fantasma, e invece siamo ancora qui a guardare il vuoto. Dopo la serie di copia-incolla su Retegui, è ora di mettere ordine tra Jonathan David e Jadon Sancho, con la Juve che ci sta molto, molto dentro. Già il 4 aprile vi avevamo raccontato come David avesse scelto la Juve, anche se due mesi dopo qualcuno si ostinava a definirne impossibile il trasferimento. Risultato? La Juve aveva un bisogno disperato di un attaccante e ha esaudito il desiderio del canadese. Sancho, invece, è un’altra storia e va raccontata senza cambiare versione ogni dieci ore: ha concesso tempo alla Juve e la Juve non ha fretta (avendo già la sua disponibilità). Gli agenti hanno trattato cifre e dettagli, tutto certificato. Ma già domenica scorsa avevamo anticipato che la pazienza ha un limite. Nel frattempo la Juve non perde tempo: lavora su Kolo Muani, studia il futuro di Nico Gonzalez e il resto si vedrà. E qui sta la vera differenza tra David e Sancho: tra un “David non sbarcherà in Italia” (che si è rivelato clamorosamente falso) e un “Sancho è fatta” (mai stata detta in modo definitivo), ci passa un abisso. Serve pazienza. E magari, finalmente, qualche spiegazione dai nostri esperti di “ciapanò”… anche se non ci facciamo troppe illusioni.
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