NewsTriestina, dopo 9 anni di C, la caduta tra i dilettanti
Antonio ScadutoTrieste, calcio e tradizione. Una città che ha respirato grandi stagioni, ha conosciuto momenti di gloria e lunghi applausi sugli spalti del Nereo Rocco. Ma oggi, purtroppo, si scrive un’altra pagina: la Triestina retrocede con sei giornate d’anticipo, tornando tra i dilettanti dopo nove anni consecutivi in Serie C. Un punto più basso per la storia alabardata, una caduta annunciata ma che fa comunque male. La Triestina non è una squadra qualunque. Tra il 1929-30 e il 1957-58 ha collezionato 26 stagioni in Serie A, impensabili per molte realtà odierne, imponendosi come una delle grandi del calcio italiano della metà del Novecento. Oggi quei fasti sono lontani ricordi, nostalgie per chi ha vissuto i tempi d’oro e che oggi, al Nereo Rocco, ha dovuto fare i conti con la matematica impietosa. Il girone A di Serie C ha regalato poche sorprese in vetta, e tanti drammi in fondo. Se il Vicenza vola verso la Serie B, dall’altra parte c’è la Triestina, condannata alla retrocessione. Una tragedia annunciata: 23 punti di penalizzazione per violazioni amministrative hanno reso impossibile qualsiasi impresa. La squadra, a sei giornate dalla fine, aveva conquistato appena cinque punti “veri”. La sconfitta odierna per 2-3 contro la Pro Vercelli ha definitivamente sancito il ritorno tra i dilettanti. Per capire il lento declino della Triestina bisogna tornare indietro nel tempo. Lo scorso anno, la salvezza conquistata ai play-out contro la Pro Patria sembrava un nuovo inizio, ma la montagna da scalare era enorme. I 7 punti di penalizzazione residui sono diventati 23 dopo ulteriori sanzioni comminate tra luglio e ottobre 2025 per inadempienze della vecchia proprietà. Una situazione che ha trasformato il campionato della Triestina in una battaglia impossibile. Non solo errori tecnici e risultati negativi: la crisi della Triestina nasce fuori dal campo. Il cambio societario all’inizio della stagione ha paralizzato il mercato estivo, rendendo complicata qualsiasi programmazione. L’uscita della società americana LBK Capital e l’ingresso della Dogecoin Foundation, poi ribattezzata House of Doge, ha portato la Triestina nella storia come primo club italiano posseduto da una società di criptovalute, ma anche in una crisi senza precedenti. Una pagina amara per una squadra che ha scritto la storia del calcio italiano e che oggi si trova a dover risalire da zero.
Foto: logo Triestina
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