Tudor: “A Verona senza alibi. Di Gregorio sarà il nostro portiere titolare tutta la stagione, critiche gratuite per Kelly. Su Conceição e Zhegrova…”
Antonio ScadutoIgor Tudor, tecnico della Juventus ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara con il Verona, valida per la 4a giornata di Serie A.
Queste le sue parole: “A Verona senza scuse o alibi. I sette gol subiti? Nessun processo: 4-3 con l’Inter è una bella vittoria, 4-4 col Borussia un gran pareggio. Il problema sarebbe uno 0-4. Di Gregorio sarà il primo portiere tutto l’anno, ha sbagliato pochissimo. Su Kelly c’è stata tanta scorrettezza: servivano due gol per rivalutarlo. Vlahovic è meno pensieroso e più concentrato. Se giochiamo al 100% possiamo vincere, altrimenti facciamo fatica con chiunque.”
Sul passato a Verona: “Ho bei ricordi di Verona, è stata un’esperienza speciale, ma ora pensiamo solo alla partita. Non mi interessa se mi sento sottovalutato o no: ci sono sempre opinioni esagerate, o bianche o nere, ma io penso solo a far crescere la squadra.”
Poi ha proseguito: “I gol subiti vanno letti nel contesto. Di Gregorio è fortissimo, ha fatto benissimo e continuerà a essere il nostro titolare. Anche Cabal sta crescendo tanto e può darci molto. Tutti sono coinvolti, la partita è lunga e si vince anche dalla panchina. Servono concentrazione e mentalità, non possiamo permetterci di abbassare l’intensità nemmeno per un momento. Questa squadra è viva, tutti vogliono giocare e stanno capendo che non esiste più il concetto fisso di titolare. Bremer? C’è, come tutti gli altri. Le partite si decidono all’inizio, alla fine, o nel mezzo: servono tutti. È la terza gara in otto giorni, ma il gruppo ha risposto bene. Siamo già focalizzati solo sul Verona. Conceição e Zhegrova non hanno ancora minutaggio pieno, ma abbiamo tante soluzioni. L’importante è programmare bene e mantenere alta l’intensità mentale. È con la testa che si vincono le partite.”
Sui giudizi esterni: “I giudizi su di me non contano, non mi interessa se mi sento sottovalutato. Quando alleno penso solo alla mia squadra, quando non alleno leggo i giornali e vedo che anche i migliori vengono criticati. Allora mi dico: se criticano loro, figurati noi. C’è voglia di esagerare, si passa subito dal bianco al nero. Va accettato. Io resto concentrato sul gruppo, sulle partite, sulla crescita. Non serve agitarsi: il calcio è fatto di opinioni che cambiano in fretta.”
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