NewsZidane: “Alla Juve anni bellissimi, ma il Real era un treno da prendere. Il calcio oggi ha perso poesia, mi manca quello di una volta“
Antonio ScadutoZinedine Zidane torna a parlare in pubblico e lo fa dal palco del Teatro di Santa Chiara a Trento, nel corso del Festival di Trento: “Tifavo Marsiglia, in cameretta avevo il poster di Platini. Alla Juve ho vissuto anni bellissimi, lì vincere era un obbligo. L’Avvocato Agnelli mi chiamava alle 6 del mattino per farmi i complimenti: era un signore. Montero e Fonseca mi hanno preso in cura, Del Piero era uno dei più forti che avete avuto in Italia. Il gol alla semifinale contro l’Ajax con la Juve è tra i più belli della mia carriera. Il più forte? Ronaldo il brasiliano, diceva ‘ora ti faccio due tunnel’ e lo faceva. La Champions è complicata: per vincerla serve anche una società forte. Il calcio oggi ha perso poesia, mi manca un po’ quello di una volta. Allenare? Non volevo farlo, poi ho cambiato idea. Lippi mi ha dato fiducia, è stato importante. L’allenatore conta l’80%: se è serio, anche tu lo sei. Mi sarebbe piaciuto allenare Iniesta. I numeri 10 stanno sparendo, ma mi piace Yildiz, come anche Lamine Yamal. Modric e Kroos? Gente che parla solo in campo: andrei a cena con loro.”
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