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NewsZidane: “Ho smesso a 34 anni: quando non hai più lo stesso fuoco, è giusto fermarsi. La Juve mi ha insegnato a vincere. Era un obbligo. Da giocatore dicevo: mai farò l’allenatore. Poi ho cambiato idea“

domenica 12 ottobre 2025 alle ore 17:36di Antonio Scaduto4 min di lettura

Zidane: “Ho smesso a 34 anni: quando non hai più lo stesso fuoco, è giusto fermarsi. La Juve mi ha insegnato a vincere. Era un obbligo. Da giocatore dicevo: mai farò l’allenatore. Poi ho cambiato idea“Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutodomenica 12 ottobre 2025 alle ore 17:36 · NewsAltre notizie

Zinedine Zidane torna a parlare in pubblico e lo fa dal palco del Teatro di Santa Chiara a Trento, nel corso del Festival di Trento. Ecco le sue parole: “Tifavo Marsiglia, in cameretta avevo il poster di Platini.”

Da piccolo era difficile per voi avere una bistecca a tavola? Sì, ma non importava molto. Avevamo quello che avevamo, ma eravamo tutti contenti.”

Il calcio oggi è troppo fisico, si è persa la poesia? “Penso di sì. … Quando guardo le partite, voglio vedere gioco, lanci di 40 metri e cose così. … Mi manca un po’ il calcio di una volta.”

Cosa sono stati per te gli anni alla Juventus? “Bellissimi. … Lì ho sentito che vincere era… sì o sì. Quello che dovevamo fare sempre, anche fuori casa.”

Cosa le diceva l’Avvocato Agnelli? “Tante cose. … quando facevo una bella partita … lui mi chiamava alle 6 e … mi faceva i complimenti. … Sono quelle cose che facevano di lui un signore.”

Lei e Platini vi ha scelti l’Avvocato? “Platini lo ha scelto di sicuro. … Per me era più difficile, quando sono arrivato è stata dura.”

Montero e Fonseca si dice che la presero ‘in cura’. Era vero? “Sì, era vero. … ricordo che loro due erano lì a difendermi.”

Quanto era forte Del Piero? “Bravissimo, uno dei più forti che abbiate avuto in Italia … Alex aveva qualcosa di particolare.”

Perché anche le Juventus più forti della storia non riescono a vincere la Champions? “La Champions è complicata … Dipende anche dalla società, da quello che vuole fare. … Per vincere ci vogliono tante cose, anche la società dietro.”

Il tovagliolo di Florentino Perez? “Eravamo a Monaco … Mi fece passare questo tovagliolo con scritto se volessi andare al Real. Pensai: o vado ora, o resto alla Juve per sempre.”

Al Real gente come Figo non le passava molto la palla? “Queste sono cose che dicono, alla fine non è niente di importante.”

Il gol più bello della sua carriera? “Uno importante per me è quello che ho fatto con la Juve, nella semifinale contro l’Ajax. … lì ho fatto gol e ho fatto una grande gara.”

Il più forte che ha incontrato in carriera? “Dico sempre Ronaldo, il brasiliano. … Ti diceva: ‘Ora ti faccio due tunnel’. E poi te li faceva.”

Sull’addio al calcio: com’è stato? “Lo avevo scelto, avevo preso la decisione. … Quando hai 20 anni va bene, … quando ne hai 30 … meno. Per quello ho smesso a 34 anni.”

Disse: non farò mai l’allenatore. Come ha cambiato idea? “Dopo 3 anni in cui ho goduto la vita… Lì ho detto: mi devo preparare. Così ho fatto il patentino per diventare allenatore.”

L’allenatore dal quale ha imparato di più? “Marcello (Lippi, n.d.r.) è stato davvero importante, mi ha dato fiducia, non era facile, ma mi è stato dietro.“

Le qualità che deve avere un allenatore? “La passione per il calcio. … L’importante è che tu sappia trasmettere qualcosa ai giocatori … Se sei appassionato, trasmetti sempre qualcosa.”

Il merito di un allenatore e quello dei giocatori? “L’allenatore è molto importante, per me è l’80%. Se l’allenatore è serio, tu sei serio di riflesso in allenamento.”

Quasi tutti i grandi allenatori sono stati centrocampisti. Perché? “Credo di sì. Io vedevo tutto. Il centrocampista per me è il centro del gioco.”

Chi allenerebbe di nuovo fra Cristiano Ronaldo e Modric? “Tutti e due. … Con Benzema, Kroos, Isco, non vedevi mai la palla … impressionante.”

Chi le sarebbe piaciuto allenare, magari Iniesta? “Iniesta sì. … c’era il Milan di Sacchi: Van Basten, Gullit, Baresi, Maldini … era una squadra impressionante.”

Lei aveva un modo di stare in campo mai esagerato … si può dire che ci fosse un po’ di malinconia? “Non penso, però ero giusto, non esageravo mai. A 20 anni non esiste far tutto bene.”

Un giorno che le piacerebbe rivivere, al di là della vittoria del Mondiale? “Nella vita personale penso ai figli, la mia vita è bella, non è che sono depresso.”

E nella vita sportiva, magari una delle finali di Champions che ha vinto? “Penso alla seconda che abbiamo vinto contro la Juve. Il secondo tempo che abbiamo fatto è stato veramente uno spettacolo impressionante.”

Con chi andrebbe a cena dei suoi ex giocatori? “Modric, anche Kroos. Gente discreta, che parla solo in campo.”

Stanno sparendo i 10? ”Sì, è vero, mancano i giocatori che giocano da soli fra le linee … offensivamente non farei niente di quello che mi dicono.”

Yildiz le piace? “Sì, è bravo. Fa gol, ma deve crescere ancora … sta facendo bene. Sono contento per lui e per la Juve. Mi piace anche Lamine Yamal … per come tocca la palla, mi ha impressionato. ”

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