NewsCragnotti incorona Tavares: “È da Real Madrid”. Poi l’appello ai tifosi della Lazio
Antonio ScadutoSergio Cragnotti guarda con interesse alla nuova Lazio e non nasconde il proprio entusiasmo per quanto sta facendo la squadra di Gennaro Gattuso. L'ex presidente biancoceleste, protagonista dello storico Scudetto del 2000, è intervenuto sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, tracciando un bilancio del momento attraversato dalla formazione capitolina. Dalla crescita del gruppo alle qualità del tecnico, passando per i singoli e il rapporto con la tifoseria: tanti i temi affrontati, con un elogio particolare per Nuno Tavares. La vittoria contro il Cagliari ha confermato le buone impressioni maturate nelle ultime settimane. Cragnotti riconosce i meriti della squadra, ma invita a non lasciarsi trascinare dall'entusiasmo e a mantenere alta la concentrazione: “Questo gruppo sta facendo cose straordinarie. E se le ha fatte per dieci partite vuol dire che non è casuale. Però credo sia meglio avere prudenza. Gattuso e i suoi giocatori devono continuare a pensare a una partita per volta, senza porsi traguardi a lungo termine. L’unico obiettivo deve essere quello di ottenere il massimo nella partita successiva”. Dietro i risultati, secondo l'ex patron, c'è molto più di una buona condizione atletica o di un'identità tattica ben definita. A fare la differenza sarebbe soprattutto la voglia di riscatto che accomuna diversi protagonisti della squadra. Un aspetto nel quale Cragnotti riconosce anche i meriti della dirigenza: “È una formazione che è stata preparata molto bene a livello fisico e gioca un calcio moderno. Questo potrebbe già bastare. Ma io ritengo che ci sia dell’altro. Credo che la vera differenza la stia facendo lo spirito di rivalsa che anima molti giocatori e il tecnico Gattuso. La società, nelle persone del presidente Lotito e del ds Fabiani, è stata molto brava a individuare gli elementi giusti anche sotto questo profilo”. Parole di stima anche per Gattuso. Cragnotti lo aveva conosciuto ai tempi in cui sedeva sulla panchina del Milan, ma ammette di essere rimasto sorpreso dalla sua evoluzione come allenatore: “Sinceramente no. Da giocatore era uno tutto grinta e generosità. Da allenatore ha completamente cambiato il suo modo di fare calcio. Gli vanno solo fatti i complimenti per quello che è riuscito a creare. E mi auguro che continui così a lungo”. Guardando al gioco espresso dalla Lazio, l'ex presidente ritrova qualche somiglianza con la squadra costruita da Zdenek Zeman negli anni Novanta. Il riferimento è soprattutto all'atteggiamento offensivo e alla ricerca costante del gol, pur nella consapevolezza che il calcio di oggi sia profondamente diverso da quello di allora: “Sì, noto delle analogie con quella di Zeman. Più che altro per il modo di stare in campo, per quella voglia di attaccare sempre e di segnare. Poi è chiaro che le epoche sono diverse. Negli anni 90 in Serie A c’erano i più grandi campioni internazionali. Oggi purtroppo la situazione è cambiata. E non solo per la Lazio. Anche le altre big hanno rose tecnicamente inferiori rispetto a quei tempi”. Quando si passa ai singoli, il nome che più di tutti colpisce Cragnotti è quello di Nuno Tavares. L'esterno portoghese viene indicato come un calciatore dalle qualità fuori dal comune, capace di incidere sia quando punta la fascia sia quando sceglie di accentrarsi. Un giudizio che trova piena sintonia con le parole dello stesso Gattuso: “Sì, almeno uno: Tavares. Giocatore straordinario sia quando attacca sulla fascia sia quando si accentra. Sono d’accordo con Gattuso quando dice che è da Real Madrid”. Non c'è soltanto Tavares, però, tra i giocatori che hanno attirato l'attenzione dell'ex presidente. Cragnotti apprezza anche la duttilità di Noslin e vede margini di crescita importanti in Taylor e Isaksen: “A me piace molto Noslin. Ha grande tecnica, ma è pure generoso e può giocare in tanti ruoli dell’attacco. E poi ci sono Taylor e Isaksen che stanno crescendo tanto e possono diventare giocatori di grande livello”. In chiusura, spazio a uno dei temi più delicati del momento biancoceleste: la protesta dei tifosi e le assenze sempre più evidenti sugli spalti dello stadio Olimpico. Cragnotti riconosce il diritto della tifoseria a manifestare il proprio dissenso, ma non condivide la scelta di lasciare la squadra senza il sostegno del pubblico durante le partite: “È una cosa che non capisco e che mi trova in totale disaccordo. Le contestazioni vanno sempre accettate, non discuto questo. Ma, se proprio le si vuole fare, che le si faccia in altre sedi, non allo stadio. Così facendo questa protesta diventa deleteria perché lascia sola una squadra che invece meriterebbe tutto l’affetto e il tributo del suo popolo”. Un pensiero che nasce anche dall'esperienza personale. Durante la sua presidenza, Cragnotti ha dovuto affrontare contestazioni particolarmente accese, soprattutto in occasione della possibile cessione di Giuseppe Signori al Parma. Eppure, ricorda, il pubblico non ha mai smesso di riempire lo stadio. Da qui il suo appello alla tifoseria biancoceleste: “Le contestazioni nei confronti dei presidenti fanno parte del calcio, anch’io ne ho subite tante e anche molto dure, a cominciare da quella per la cessione di Signori al Parma. Ma lo stadio non è mai stato lasciato vuoto e anche adesso non dovrebbe accadere. Con il pubblico sugli spalti questa Lazio andrebbe ancora più forte”.
Foto x Tavares
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