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AltroMilan, fine del circo: ora servono fatti

lunedì 7 luglio 2025 alle ore 20:23di Antonio Scaduto2 min di lettura

Milan, fine del circo: ora servono fattiAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutolunedì 7 luglio 2025 alle ore 20:23 · AltroAltre notizie

C’è almeno una buona notizia per il Milan: peggio della scorsa stagione è difficile fare. È stato un anno da archiviare in fretta, un disastro tecnico e gestionale, con la prima squadra allo sbando e un settore giovanile che ha chiuso con l’onta della retrocessione. Il cosiddetto “Milan del futuro” è finito fuori strada ancor prima di partire. Un’amara certezza l’abbiamo avuta: Zlatan Ibrahimovic, al netto del carisma e della storia, non sembra pronto per i piani alti della dirigenza. La domanda è lecita: è lì per competenza o per partecipazione nel fondo proprietario del club? Se è la seconda, forse è meglio che si limiti a godersi le partite da bordo campo, lasciando spazio a chi il calcio lo conosce davvero. A Milanello servono professionisti veri, non simboli romantici fuori contesto. Forse – e il beneficio del dubbio lo diamo – anche Giorgio Furlani ha iniziato a comprendere i propri limiti. Faccia il manager, gestisca i conti, curi l’immagine e le strategie economiche. Ma lasci l’area tecnica a chi ne ha le competenze. Il calcio non è solo business: è emozione, è esperienza, è capacità di leggere dinamiche che non si studiano nei bilanci. Il quadro resta confuso anche in casa Moncada. Le sue scelte hanno spesso lasciato a desiderare e, se oggi è ancora a Casa Milan, lo deve probabilmente più alla fiducia personale di Furlani che ai risultati sul campo. L’arrivo di Igli Tare, in questo senso, rappresenta una cesura necessaria. L’ex dirigente della Lazio conosce il mestiere e, se avrà la lucidità di lasciarsi alle spalle le ombre degli ultimi anni, potrà diventare un asset prezioso. Sul fronte panchina, Massimiliano Allegri rappresenta una certezza granitica: il suo calcio può non entusiasmare, ma garantisce ordine, rigore e tenuta mentale. In un Milan allo sbando, è esattamente ciò che serve. Meglio un allenatore concreto e navigato che l’ennesimo apprendista stregone dal profilo “guardiolano” visto e rivisto negli ultimi anni in Italia, con fortune alterne. La squadra è ancora un cantiere aperto. Sistemare i danni lasciati in eredità dallo scorso campionato richiederà tempo, pazienza e lucidità. Tra estate e inverno, il mercato non ha funzionato: troppe scommesse, poche certezze. Il repulisti chiesto da Tare era inevitabile. Resta il nodo Leao. Il talento non si discute, ma il Milan ha bisogno di continuità, leadership, fame. Se Allegri riuscirà a “sbloccarlo” anche dal punto di vista mentale, sarà un colpo da maestro. Altrimenti, sarà giusto voltare pagina. La maglia del Milan pesa, e deve essere indossata da chi ha fame vera, come sottolineato anche da Lautaro sponda Inter.

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