Edizione di martedì 27 ottobre 2026Aggiornato alle 00:15

martedì 27 ottobre 2026 ore 06:06

Il calcio a 360 gradi

juventusmilaninternapoliromalazioatalantafiorentinatorinobolognagenoacagliariudineselecceveronacomoparmasassuolopisacremonesesampdoriapalermoveneziamonzaempoli
LIVE
Altro

AltroMotta-Tudor: la differenza è abissale. Otto mesi di filosofia, tre di concretezza

domenica 22 giugno 2025 alle ore 23:09di Antonio Scaduto2 min di lettura

Motta-Tudor: la differenza è abissale. Otto mesi di filosofia, tre di concretezzaAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutodomenica 22 giugno 2025 alle ore 23:09 · AltroAltre notizie

Otto mesi a parlare di “gioco”, di “sviluppo”, di “idee”. Otto mesi passati a sentire discorsi altisonanti su moduli, rotazioni, “principi” e possesso palla. Otto mesi di Thiago Motta. E in cambio? Figuracce a catena, confusione tattica, squadra senza identità, e una stagione praticamente buttata. Però, diciamolo, con stile! Tutto molto elegante, tutto molto “europeo”. Sembrava una lezione di tattica in power point… peccato che nel calcio contino ancora i risultati, non le slide. Noi lo dicevamo: Motta andava mandato a casa a dicembre. Massimo gennaio (con tutto il rispetto, ci mancherebbe). Quando era chiaro a tutti – tranne a chi prende le decisioni – che questa Juventus non stava andando da nessuna parte. Invece si è andati avanti, cocciutamente, con la speranza che prima o poi il grande gioco sbocciasse. È sbocciato, sì: in una serie di partite da mani nei capelli, con figuracce in campo e facce perse fuori. Poi a marzo, finalmente, la svolta: arriva Tudor. Troppo tardi, ma arriva. E nel giro di tre mesi, senza effetti speciali, senza filosofia sul bel gioco, raddrizza una barca affondata. Nessuna rivoluzione, nessuna teoria, solo lavoro vero. Serietà. Sudore. Giocatori nei ruoli giusti, gruppo compatto, obiettivi chiari. E in fondo, quello che alla Juve serviva era proprio questo: qualcuno che sapesse fare calcio senza doverlo spiegare ogni settimana come fosse una tesi di laurea. Risultato? Una squadra tornata viva, e per la prima volta dopo mesi, una Juve che assomiglia alla Juve. Ma Tudor andava preso prima. Andava chiamato quando c’era ancora tempo per raddrizzare anche il campionato, non solo salvare la faccia. Invece si è scelto di tenere in piedi il teatrino del “grande gioco” che alla fine ha prodotto solo grandi delusioni. E adesso? Adesso si applaude Tudor – giustamente – ma non si dimentichi l’errore iniziale. Perché la verità è una sola: tre mesi di Tudor sono valsi più di otto mesi di Motta.

Mostra i commenti

Caricamento…