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NewsMarotta: “San Siro non risponde più alle esigenze moderne, il Real Madrid incassa 250 milioni dal Bernabéu e noi meno di 100. Il nuovo stadio è fondamentale per colmare il divario”

venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 11:25di Antonio Scaduto3 min di lettura

Marotta: “San Siro non risponde più alle esigenze moderne, il Real Madrid incassa 250 milioni dal Bernabéu e noi meno di 100. Il nuovo stadio è fondamentale per colmare il divario”Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutovenerdì 30 ottobre 2026 alle ore 11:25 · NewsAltre notizie

Il futuro dell’Inter passa anche dal nuovo stadio. Giuseppe Marotta, presidente nerazzurro, è intervenuto ai microfoni di The Athletic per fare il punto sul progetto del Generali Stadium, il nuovo impianto destinato a ospitare le partite di Inter e Milan. Un’opera strategica per il futuro dei due club milanesi, chiamati a colmare il divario economico con le principali realtà europee e a dotarsi di strutture più moderne, senza dimenticare il valore storico di San Siro. Proprio sul rapporto tra tradizione e innovazione si è concentrato Marotta, sottolineando come l’attuale stadio rappresenti un patrimonio di ricordi ed emozioni, ma non sia più in grado di garantire gli stessi ricavi dei moderni impianti europei. Una differenza che, secondo il presidente nerazzurro, pesa sempre di più sulla capacità dei club italiani di competere ai massimi livelli. “Per certi versi, sebbene San Siro rappresenti un serbatoio di memoria storica, non risponde più ai requisiti di uno stadio moderno né alle aspettative dei tifosi. Basti pensare che, stando ai dati attuali, il Real Madrid genera circa 250 milioni di euro l’anno dal Bernabéu, mentre noi, con San Siro, siamo poco sotto i 100 milioni. Oltre a essere un patrimonio per il club, lo stadio è anche una fonte di ricavi”, ha spiegato Marotta. Il confronto con il club spagnolo mette in evidenza la portata della sfida che attende l’Inter. Le entrate legate allo stadio rappresentano infatti una componente fondamentale dei bilanci delle grandi società europee e consentono di investire maggiormente nella squadra, aumentando le possibilità di competere sul mercato e nelle principali competizioni internazionali. Il presidente nerazzurro ha ribadito che il divario economico tra il calcio italiano e quello di altri Paesi è ormai difficile da ignorare. Una situazione che rischia di condizionare le ambizioni delle società di Serie A, soprattutto quando si tratta di confrontarsi con avversari dotati di maggiori risorse finanziarie. “Al momento, esiste un divario fin troppo ampio tra noi, in Italia, e alcuni dei nostri club rivali in Europa; ciò incide sulla nostra competitività e ci pone, indubbiamente, in una situazione molto difficile”, ha dichiarato. Tra le principali difficoltà incontrate negli anni nella realizzazione di nuove infrastrutture, Marotta ha indicato anche gli ostacoli burocratici che spesso hanno rallentato lo sviluppo dei progetti in Italia. In questo contesto, il presidente dell’Inter ha riconosciuto il ruolo della proprietà Oaktree, sottolineandone la determinazione nel portare avanti un percorso considerato fondamentale per la crescita del club. “In Italia, dove esistono notevoli ostacoli burocratici all’avvio di progetti di questo tipo, ciò è stato possibile anche grazie all’arrivo e alla tenacia di Oaktree. La loro tenacia ha forse abbattuto alcune delle barriere burocratiche che, nel nostro Paese, rappresentavano purtroppo un grosso ostacolo, difficile da superare. Oggi siamo decisamente in una fase di crescita”, ha aggiunto il dirigente nerazzurro. Il nuovo stadio, dunque, rappresenta molto più di un semplice impianto sportivo. Per l’Inter è una possibilità concreta di aumentare i ricavi, rafforzare la propria struttura finanziaria e ridurre la distanza dalle principali potenze del calcio europeo. Una trasformazione che guarda al futuro, con l’obiettivo di coniugare le ambizioni sportive con una maggiore sostenibilità economica e di accompagnare il club verso una nuova fase della propria storia.

Foto: x Inter

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