NewsUnai Simon: “La parata perfetta è quella che non devi fare. Non avrei mai immaginato di vincere il Trofeo Yashin”
Antonio ScadutoUnai Simón si prende la scena e racconta il suo modo di interpretare il ruolo del portiere. L’estremo difensore dell’Athletic Bilbao, protagonista anche con la Spagna al Mondiale, ha conquistato il Trofeo Yashin, succedendo a Gianluigi Donnarumma nell’albo d’oro del premio assegnato al miglior portiere della stagione. Un riconoscimento prestigioso, che premia il rendimento dello spagnolo e una filosofia di gioco basata soprattutto sull’anticipo, sul posizionamento e sulla capacità di leggere le situazioni prima che diventino pericolose. Nell’intervista concessa a L’Équipe, Simón ha spiegato come, dal suo punto di vista, la qualità di un portiere non si misuri soltanto attraverso le parate spettacolari. Spesso, infatti, il vero valore di un intervento sta proprio nella capacità di evitarlo, facendosi trovare nel posto giusto prima ancora che l’avversario riesca a concludere. “La parata perfetta è quella che non devi fare”, ha dichiarato il portiere spagnolo, sintetizzando in poche parole il principio che guida il suo approccio. Leggere in anticipo le intenzioni dell’attaccante, scegliere la posizione corretta e interpretare lo sviluppo dell’azione sono aspetti fondamentali per ridurre i rischi e trasmettere sicurezza a tutta la squadra. Per Simón, dunque, non è necessario ricorrere sempre a interventi acrobatici per dimostrare il proprio valore. La capacità di prevenire il pericolo può essere altrettanto decisiva, se non addirittura più importante, di una parata destinata a finire negli highlights. Il Trofeo Yashin rappresenta intanto un traguardo speciale nella carriera del portiere dell’Athletic Bilbao, che non ha nascosto la propria emozione per un riconoscimento immaginato fin da bambino, ma mai considerato davvero raggiungibile. “Non l’avrei mai immaginato. Sono cose che sogni da bambino, ma non credi mai davvero di poter raggiungere un simile traguardo. Poi, a poco a poco, fai i primi passi e ti rendi conto che ti stai avvicinando sempre di più”, ha raccontato Simón. A rendere ancora più significativo il premio è stato il percorso compiuto con la nazionale spagnola. Il portiere ha chiuso il Mondiale con un solo gol subito e sette partite senza incassare reti, conquistando anche il Guanto d’Oro. Numeri che testimoniano la solidità mostrata durante la competizione e che hanno contribuito a consolidare la sua candidatura al riconoscimento individuale. Il segreto di Simón, però, va oltre le statistiche: il portiere spagnolo considera la lettura del gioco una componente essenziale del proprio mestiere. Perché, a volte, la miglior parata non è quella che strappa gli applausi del pubblico, ma quella che non serve nemmeno compiere.
Foto: x Spagna
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