EditorialeCONTE-ALLEGRI-GASPERINI: CHE BARAONDA!
Antonio ScadutoLunedì abbiamo assistito a un vero e proprio rimbalzo di emozioni e sensazioni attorno ad Antonio Conte. “La moglie lo convincerà”, “Lukaku sta spingendo”, “Oriali è in pressing”: e così via, fino a un vero e proprio circo mediatico da cui è difficile districarsi. Ma diciamoci la verità: una decisione importante come quella di tornare a una panchina così prestigiosa come quella della Juventus non si prende con l’umore del momento o l’umore della famiglia, per quanto influenti possano essere. Il richiamo della Juve, per Conte, è un elisir di lunga vita calcistica. Eppure, qualcuno ci ha marciato sopra, inseguendo like e interazioni sui social, solo per cambiare idea a poche ore di distanza – un copione tristemente prevedibile. La verità è che Conte ha deciso: tornerà a casa, alla Juventus. Non sarà una notizia di domani o dopodomani, ci vorranno i tempi tecnici, ma la strada è segnata. Sorprese? Non ne ha in mente, quindi passiamo la palla a lui. Nel frattempo, il Napoli ha già messo il timbro su Allegri da tempo e sembra intenzionato ad andare fino in fondo, a patto che non perda tempo prezioso. Intanto farà di tutto per convicere Conte. E Allegri piace anche al Milan. Passando all’Atalanta, Gasperini è ormai ai minimi termini, e qualche conferenza stampa recente ha lasciato trasparire più di un malumore. Meglio chiudere un capitolo glorioso prima che si spezzi per inerzia, si dice, e in questo la Roma non ha perso tempo: ha già fatto un tentativo per Gasperini. Quando l’addio sarà ufficiale, l’Atalanta si lancerà sul successore. Occhio a Maurizio Sarri, sondato dalla Lazio e in attesa della decisione del Milan, e non dimentichiamo Tudor. Nel frattempo, il Torino ha messo gli occhi su Baroni, ma prima deve liberarsi dalla Lazio. Il Cagliari, dal canto suo, è intrigato dalla promozione di Fabio Pisacane, soprattutto se dovesse naufragare il rapporto con Nicola. E Simone Inzaghi? Aspettiamo l’evento clou di sabato: la finale di Champions League, il sogno di ogni allenatore. Solo dopo si vedrà se proseguire o cambiare. La vera mina vagante per l’Inter potrebbe essere Cesc Fàbregas, una sorpresa che potrebbe cambiare i piani. Ora, passiamo a Igli Tare e al Milan. Capisco che possa dare un contributo, ma onestamente: vogliamo il “primo Tare” della Lazio, non l’ultimo che ha lasciato più danni della grandine. La trasparenza è fondamentale. E se Furlani sostiene che Tare sia il top che il Milan cercava, perché annunciarlo a fine maggio e non a metà marzo? La spiegazione è semplice: prima si sono cercati Berta, Paratici e D’Amico, poi, rimasti senza alternative, hanno scelto Tare, unico libero sul mercato. Facile, no? O forse no, visto che in Italia a volte si preferisce credere agli UFO in cielo piuttosto che a queste logiche. Infine, capitolo Fiorentina: Palladino si è dimesso, lasciando la società più che seccata. Non è piaciuta la forma e soprattutto il modo, visto che appena il giorno prima si stava programmando il futuro insieme. La situazione rischia di finire in tribunale, e la vicenda si fa ancora più intricata.
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