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EditorialeIL BLITZ DI MASSARA E LA ROMA CHE VA A DUE ALL’ORA

domenica 19 luglio 2026 alle ore 20:12di Antonio Scaduto3 min di lettura

IL BLITZ DI MASSARA E LA ROMA CHE VA A DUE ALL’ORAAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutodomenica 19 luglio 2026 alle ore 20:12 · EditorialeAltre notizie

Inutile girarci intorno o fare voli pindarici. I colpi da Juventus, quelli veri che fanno saltare il banco per spessore tecnico e blasone, appartengono a un’altra categoria. Però la fotografia del momento è impietosa: casse vuote, zero margine di manovra e l’obbligo tassativo di fare di necessità virtù. In questo scenario di totale penuria finanziaria, bloccare Zeki Celik a parametro zero non è un’operazione banale. È una vera e propria lezione di sopravvivenza, la dimostrazione che si può fare mercato anche quando la cassa piange. Frederic Massara si presenta così, con uno scatto dei suoi che lascia di sasso la Roma. Proprio quel club che fino a ieri era casa sua. Un sorpasso in piena regola, consumato quando il terzino turco era praticamente già atteso a Trigoria. Sul tavolo c’era un rinnovo pronto, mancava soltanto la firma. Poi il cambio di rotta. Nelle dinamiche del calciomercato funziona da sempre così: c’è chi azzecca il tempo dell’inserimento e chi resta con un pugno di mosche in mano. In casa bianconera non scopriamo certo oggi l’acqua calda. La trattativa lampo per Celik è l’ennesima conferma di un trend chiaro: oggi la Signora deve pescare nel cilindro delle occasioni, delle seconde linee o dell’usato sicuro a costo zero. Prima si fanno i conti con il bilancio, poi, se avanza spazio, si valuta l’aspetto tecnico. Chi esce male da questa storia è la Roma. Una lentezza esasperante che farebbe perdere la pazienza a Gasperini o a un direttore abituato ad agire d’impulso come D’Amico. Certo, la sessione è ancora lunghissima e c’è tempo per rimediare, ma da una società che respira l’aria della Champions League e dichiara ambizioni di vertice è lecito pretendere un altro passo, specialmente nei tempi di reazione. Il mal comune non mezzo gaudio, perché l’intera Serie A viaggia a ritmi da encefalogramma piatto. Erano anni che non si registrava una sessione così arida, priva di spunti, investimenti e intuizioni. Comodo aggrapparsi all’alibi del Mondiale o alle solite scuse strutturali che servono solo a nascondere la polvere sotto il tappeto. La realtà è molto più cruda: nel nostro calcio le gestioni illuminate si contano sulle dita di una mano, mentre il resto del plotone subisce gli eventi senza la forza di programmare. I budget dei fondi e delle proprietà vengono ridimensionati verso il basso, mentre il livello medio della classe dirigente continua a calare. Il termometro della crisi? La totale incapacità di vendere. Comprare è uno sport alla portata di tutti, ma è nel piazzare gli esuberi che si vede il valore di un manager. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: rose extralarge intasate da calciatori fuori dal progetto, reduci da prestiti fallimentari e contratti pesantissimi impossibili da schiodare.

Fortunatamente c’è chi viaggia in controtendenza. A Como la disponibilità della famiglia Hartono garantisce divertimento e investimenti pesanti, ma portati avanti con logica e criterio. L’Atalanta si conferma un modello di efficienza totale, sia nelle strategie che nella gestione mediatica. Il post-Gasperini spaventa il giusto: la transizione verso il tandem Sarri-Giuntoli è un progetto affascinante, che richiederà inevitabilmente un periodo di rodaggio dopo un ciclo durato oltre un decennio. Chi si sta prendendo la scena in modo totale è Fabio Paratici a Firenze. Carta bianca, portafoglio pieno e la voglia matta di stupire. Sta investendo cifre importanti, forse andando anche oltre i piani iniziali. L’ultimo colpo risponde al nome di Christ Inao Oulaï. Una trattativa complessa, portata avanti tra i soliti depistaggi e le smentite di rito che poi, puntualmente, vengono sbugiardate dai fatti. Un copione già visto nel modus operandi del dirigente, che negherebbe la trattativa anche davanti ai cancelli del Viola Park con le penne sul tavolo. Un pizzico di rispetto in più per il lavoro altrui non guasterebbe. Ma l’acquisto del centrocampista resta un gran colpo: gioventù, qualità e prospettiva. Sarà il campo a dare i voti, ma oggi la Fiorentina è senza dubbio la realtà più intrigante da seguire.

Foto: sito Juventus

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