EditorialeLOOKMAN SENZA VERGOGNA
Antonio ScadutoAdemola Lookman è tornato. Quando ha voluto, come ha voluto, senza uno straccio di preavviso. Non una telefonata, non un messaggio. Silenzio. E non è solo questione di tempismo: è l’ennesima dimostrazione di quanto lo “spirito di servizio” del giocatore nigeriano sia sotto il livello di guardia. Un rientro pilotato da un ego che sovrasta il rispetto, con in sottofondo la colonna sonora di promesse scritte sull’acqua – o meglio, sulla sabbia, come certi “ti amo” d’estate. Dietro le quinte, la regia fallimentare dei suoi agenti: un disastro gestionale da manuale. Voto? Due. E sono già indulgente. Hanno imbastito una telenovela inutile, priva di contenuti, incapaci di portare a casa anche solo il 20% di quanto dichiarato. Se fossi l’Atalanta, non lo vorrei più vedere nemmeno su una cartolina. Altro che multa, che pure sarebbe sacrosanta: il punto è che Lookman ha superato la linea da tempo. È recidivo. Identica sceneggiata dodici mesi fa, stesso siparietto d’agosto, stessa indulgenza della società. Perdono concesso allora, ma oggi? Sarebbe solo masochismo. Dopo l’onda social che ha accompagnato la finale di Dublino, via le foto, via le maglie, via i ricordi. Ma il vero scempio è arrivato con i fatti: nessun rispetto, nessun cenno. Si è presentato a Zingonia come si entra in casa propria dopo una vacanza, con l’arroganza di chi si sente intoccabile. La società? Nemmeno informata. Non sapevano nemmeno che fosse tornato in Italia. Questa non è negligenza: è disprezzo. È una porta sbattuta in faccia alla famiglia Percassi, con la forza di un TIR in corsa. È il gesto di un calciatore inaffidabile, che si è fatto incantare dall’Inter per poi essere scaricato per quattro milioni di differenza. E con questo bagaglio di figuracce, c’è ancora chi parla di rinnovo, di adeguamento, di compromessi? Per favore. Tradisce chi ha già tradito. Se oggi viene reintegrato, a settembre sarà di nuovo punto e a capo. Un capriccio, un altro silenzio stampa, e si ricomincia. Fuori dall’Italia, qualcuno l’aveva anche cercato – si parlava dell’Arsenal – ma poi? Nulla. Un interesse tiepido, mai concreto. Intanto l’Atalanta, con grande lucidità, ha preso Krstovic. E francamente, se fossi nella Dea, a Lookman farei un bel pacco e via: ritorno a casa con posta prioritaria. Neanche raccomandata veloce.
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