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EditorialeRAPUANO, DI COSA VI MERAVIGLIATE?

lunedì 22 settembre 2025 alle ore 23:07di Antonio Scaduto3 min di lettura

RAPUANO, DI COSA VI MERAVIGLIATE?Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutolunedì 22 settembre 2025 alle ore 23:07 · EditorialeAltre notizie

Diciamolo senza troppi giri di parole: Antonio Rapuano è scarso. Non è una colpa, sia chiaro, non è che si sia svegliato un mattino deciso a fare disastri. Semplicemente non ha i mezzi, la lucidità, la professionalità che un arbitro di Serie A (e Serie B!) dovrebbe avere. E questo, purtroppo, è un dato di fatto che nessun entusiasmo e nessun buon cuore possono cambiare. Lo spettacolo visto ieri a Verona, con la Juventus sul campo e Rapuano a dirigere, è roba da far mettere subito in soffitta il suo patentino arbitrale. O almeno da tenerlo fermo per un bel po’, a riflettere sulle regole, sul senso del ruolo, e magari su come si stia prendendo gioco del calcio italiano. Perché di questo si tratta: non è solo un errore tecnico, ma un danno alla credibilità dello sport che tutti amiamo. Ora, permettetemi una battuta seria: mandare Rapuano in Serie B come punizione è un po’ come togliere la patente a un guidatore pericoloso e poi dargli in mano il motorino del nipote. Certo, è meno potente della Ferrari, ma il rischio di schiantarsi rimane. La Serie B non è un parco giochi, è una categoria che chiede rispetto e professionalità. E lui, con la sua lucidità da turista sperduto, non è all’altezza di nessuna delle due. Lo vediamo nel dettaglio: rigore dato al Verona per un tocco di mano che sarebbe forse discutibile, ma che Rapuano sbaglia addirittura a raccontare, attribuendo l’infrazione a un giocatore che non c’entra nulla. Un errore da manuale del “non so cosa sto facendo”, roba che in qualsiasi altra professione significherebbe una sospensione immediata per riflessione profonda e aggiornamento professionale. E non parliamo poi del fallo col braccio di Orban su Gatti, che avrebbe meritato rosso diretto senza discussioni, ma che invece Rapuano “concede” con un cartellino giallo da navigato incapace, mentre il Var resta a guardare come se si stesse giocando a Risiko. Insomma, non è questione di cattiveria o volontà di danneggiare qualcuno: Rapuano è semplicemente scarso. Un uomo inadeguato a un ruolo che richiede sangue freddo, capacità di analisi e decisioni rapide e giuste. Non è colpa sua, ma è colpa nostra – del sistema – se continuiamo a far finta di niente e a lasciarlo arbitrare come se fosse in un torneo di amici. La verità è che, per il bene del calcio italiano, un arbitro così dovrebbe prendersi una lunga pausa forzata. Magari tre mesi di stop totale, senza partite, senza VAR, senza microfoni e telecamere. Una punizione seria, che gli faccia capire che non è la posizione acquisita a garantire un posto in Serie A, ma la competenza e la professionalità. Perché – diciamolo – chi non è in grado di fare il proprio lavoro, soprattutto in un ambiente così delicato, semplicemente non dovrebbe farlo. E invece no: lo spostano in Serie B come se fosse una punizione esemplare. Ma così facendo si insulta la Serie B stessa, che merita arbitri all’altezza, non un prestigiatore dell’errore. Serve coraggio, serve meritocrazia, serve far capire una volta per tutte che il calcio non è un luogo dove si tollera la mediocrità. Rapuano è scarso? Assolutamente sì. È colpa sua? No, ma è colpa nostra se continuiamo a non prenderne atto. Il calcio italiano merita di più, e noi meritiamo arbitri che sappiano dirigere partite, non mandarle al massacro. Tenetelo fuori dal campo, almeno finché non dimostra di essere davvero all’altezza.

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